Risparmio energetico e rinnovabili: il Senato dà il buon esempio

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Domenica, 27 Luglio 2008

Della serie così si fa, il Senato della Repubblica, nell´ambito degli impegni assunti dall´Italia per la riduzione delle emissioni e per il risparmio energetico, ha siglato un protocollo d´intesa con la Gse, al fine di «individuare le migliori modalità operative per favorire e promuovere risparmi nella fornitura di energia mediante l´utilizzo di quella prodotta da fonti rinnovabili, necessaria al funzionamento degli uffici del Senato». Che in buona sostanza avrà come prima attuazione l´istallazione di pannelli fotovoltaici per una estensione di 14 mila metri quadrati presso l´area del Trullo (dove si trovano i magazzini in uso al Senato). L´obiettivo è la produzione di un megawatt di energia che a regime

consentirà di abbattere sensibilmente la bolletta energetica di Palazzo Madama. L´istallazione degli impianti non avrà alcun onere economico per il Senato grazie al ricorso dello strumento del project financing.

«Per la prima volta - hanno spiegato i senatori questori Romano Comincioli, Benedetto Adragna e Paolo Franco - un organo costituzionale utilizzerà questo strumento finanziario per realizzare un´opera a costo zero. Con la firma di questo protocollo, il Senato apre una nuova pagina: quella del risparmio energetico e della produzione di energia pulita. La firma dell´intesa e´ un segnale importante delle istituzioni nell´ottica più generale della riduzione delle spese».

Il protocollo d´intesa è stato sottoscritto ieri nella Sala Raciti di Palazzo Madama dal vice segretario generale Nicola Benedizione per conto del Senato della Repubblica e dall´amministratore delegato della Gse Nando Pasquali. Alla firma erano presenti i senatori questori Romano Comincioli, Benedetto Adragna, Paolo Franco.

Banale, forse, come osservazione ma pur sempre valida quella di segnalare quanto ci sia bisogno che le istituzioni diano il buon esempio. E quando questo, in campo energetico, punta sulle rinnovabili e il risparmio merita davvero di essere portato all’attenzione generale. Ora aspettiamo che dal protocollo si passi alla realizzazione di quanto pattuito, perché annunciare e non fare sarebbe un boomerang che non vogliamo neppure prendere in considerazione.

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