Il pianeta Terra è un grande organismo vivente. Alcuni lo hanno dimenticato

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Giovedì, 1 Ottobre 2009

 

Non ritengo abbia alcun fondamento né logico né tantomeno scientifico l'affermazione di Enzo Boschi, Presidente dell'INGV (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) divulgata incisivamente qualche giorno fa dalla televisione nazionale che sottolinea l'assoluta mancanza di correlazioni tra le drammatiche manifestazioni naturali di questi giorni e nella fattispecie degli eventi sismici. La televisione poi è riuscita ha trasformare mediaticamente in verità assolute affermazioni che dovrebbero essere considerate solo come pareri, anche se espressi da uno o più studiosi della materia in questione.

Boschi, quale divulgatore di questa teoria, non possiede alcuna certezza ma solo ipotesi che si basano sulle attuali conoscenze e "strumentazioni" disponibili, per cui ritengo necessario sottolineare invece che risulterebbe più utile e logico tornare a considerare il nostro pianeta come una grande entità intelligente, che vive, le cui manifestazioni sono sempre ricollegabili tra loro anche se spesso, troppo spesso, alcuni di questi principi sembrano essere a noi sconosciuti o completamente dimenticati. Facendo ricorso alla logica che percorre quasi sempre la via della semplicità, potremmo apprendere nuovamente a far uso degli strumenti necessari per essere in grado di osservare, non in modo presuntuoso, quasi dogmatico, il nostro Pianeta e non solo, così da essere sempre accompagnati da un inesauribile desiderio di scoperta e di meraviglia.

Pensate al nostro corpo: come possiamo sostenere che ciò che accade al fegato sia assolutamente indipendente da ciò che accade al nostro alluce destro, quando tutte le cellule che compongono il nostro organismo sono collegate tra loro da un meraviglioso, ancora in parte sconosciuto, sistema di comunicazione, il quale si presuppone, anche per logica, debba necessariamente funzionare per via energetica (quindi alla velocità della luce) perché quella biochimica risulterebbe troppo lenta per riuscire a regolare tutte le reazioni chimiche che avvengono in ogni singola cellula, ogni singolo secondo? E non mi riferisco solo al sistema nervoso ma anche ad un impianto di comunicazione sofisticatissimo e efficientissimo di cui sappiamo molto ma di cui la scienza ufficiale non ha ancora il coraggio di parlare perché sarebbe costretta a rivedere gran parte delle sue fin troppo rigide posizioni. Se per altri fattori questo sistema informativo risulta costantemente perturbato nel tempo, il disordine e l'incoerenza prendono il posto dell'armonia e dell'ordine in cui armonia e ordine sono necessarie alla vita. Se riuscissimo a riconoscere in tempo questa condizione di disturbo (ciò in parte è già possibile!) allora sì che in medicina saremmo in grado di parlare di prevenzione e non solo di diagnosi precoce facendola passare per prevenzione.

E perché non parlare delle particolari caratteristiche della nostra scatola cranica che, per meglio proteggere in modo efficace ciò che contiene, non è costituita da un unico blocco osseo bensì da un puzzle di tasselli che ne permettono la "respirazione", come anche una maggiore elasticità. Con un po' di fantasia non riuscite a immaginare che la Terra, con le sue placche o zolle tettoniche, possa essere paragonata a una grande creatura che respira (pensate alle maree) dilatandosi e contraendosi?

Non dimentichiamoci anche delle linee magnetiche che la percorrono in senso non rettilineo e che fungono da suo "sistema nervoso", sistema di comunicazione, attraversando gli oceani, le terre emerse come pure l'atmosfera che la circonda, informando e regolando continuamente (sempre alla velocità della luce) ogni sua "cellula", ai fini del mantenimento ottimale delle loro funzioni naturali, indispensabili alla stabilizzazione dei fondamentali equilibri che rendono possibile la vita su questo pianeta.

Potrei continuare con altri esempi ma non è mia intenzione andare oltre, per cui tornerò a parlare su questo sito e non solo qui di ciò che mi sta a cuore e che in futuro voglio raccontare.

Non posso però concludere prima di invitare sinceramente e seriamente il Prof. Boschi a riflettere in modo più ponderato su considerazioni teoriche ipotetiche che ha certamente il diritto di sostenere e difendere, ma non di imporre potentemente per via mediatica agli ascoltatori (soprattutto quella televisiva), dato che lui stesso qualche tempo fa, utilizzando anche toni aspri e duri, ha affermato pubblicamente che "nessuno è ancora in grado di prevedere i terremoti". Per cui alla luce delle sue stesse parole ritengo che di ciò che non si conosce abbastanza è bene parlare con umiltà, sperando d'aver rispettato io per primo questo fondamentale ingrediente della saggezza umana. (Riego Gambini)

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