Fonica altissima, proteste

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Martedì, 19 Gennaio 2010

 

San Benedetto del Tronto - “Parlare d’inquinamento acustico, non significa solo additare chalet fracassoni che infrangono i limiti dei decibel imposti da leggi e ordinanze. Significa anche parlare di un fenomeno più ampio che ci riguarda tutti, e coinvolge il nostro vivere quotidiano: il rumore prodotto dalla pubblicità fonica martellante, da attività e manifestazioni musicali che ci tengono svegli fino all’alba e rendono le nostre abitazioni invivibili”.

E’ quanto sostiene, in una nota, il comitato cittadino “Abbassiamo il volume” che torna sull’argomento chiamando in causa le leggi permissive e gli scarsi controlli.

“E’ un disturbo - scrive il comitato - che in questi ultimi anni è diventato patologico, creando disagio sociale e degrado. Un problema che non si sta avviando in nessun modo a soluzione, ma che vediamo aumentare, malgrado le proteste rivolte alle pubbliche amministrazioni”.

La legge prevede dei piani di zonizzazione acustica, e non possono essere concesse deroghe al limite dei decibel dove ci sono abitazioni civili e case di cura. “Questo - aggiunge il comitato - significa che tutto il centro di San Benedetto non dovrebbe essere interessato da spettacoli, anche a carattere temporaneo, che arrechino disturbo al riposo e alle attività delle persone. Nessuno pensa ai residenti quando si montano i palchi e si posizionano le casse acustiche sotto le finestre delle abitazioni. Forse non tutti sanno che le ordinanze e le deroghe concesse dai Comuni ad attività e manifestazioni rumorose possono essere impugnate davanti al Tar e che gli stessi cittadini possono interloquire sui piani di zonizzazione acustica. Coloro che vogliono tutelare il bene salute e il bene casa - conclude il comitato - contro il rumore, possono unirsi alle nostre prossime iniziative”. (corriereadriatico.it)

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