Nubifragio a Crotone, persone su tetti case

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Giovedì, 4 Novembre 2010

 

CROTONE - Un nubifragio, che si è abbattuto nella notte sulla zona sud di Crotone, ha provocato numerosi allagamenti e costretto alcuni abitanti dei piani bassi a cercare rifugio sui tetti delle abitazioni, da dove sono stati soccorsi dai vigili del fuoco. I danni maggiori si sono verificati nelle zone di Trafinello e Tufolo, già colpite nel 1996 da un'alluvione che provocò sei vittime. A causa della pioggia abbondante, un vecchio ruscello che scorre nella zona si è ingrossato, allagando strade ed abitazioni e trascinando per centinaia di metri le automobili. I vigili del fuoco sono intervenuti con i gommoni per mettere in salvo le persone. In alcune zone, l'acqua ha invaso i piani più bassi ed i garage, arrivando ad un metro e mezzo di altezza. Sulla zona continua a piovere anche se con minore intensità.

IL VENETO CHIEDE AIUTO, ALLARME PER IL PO - Il Veneto grida aiuto. La pioggia si è spostata al Sud e ha lasciato il posto a un pallido sole, ma non ci sono urla di vittoria nella terra del 'modello' economico che ha fatto storia. C'é la conta dei tributi umani, con due vittime e un disperso. Ci sono i danni per decine e decine di milioni di euro, le famiglie che aspettano ancora l'elettricità nelle abitazioni, le strade invase ancora dall'acqua e ettari di terreno agricolo che sembrano piscine. "Siamo in ginocchio e dobbiamo farlo sapere" dice senza giri di parole il governatore Luca Zaia per sintetizzare il quadro regionale e quasi a fargli eco, su un piano nazionale, il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo parla dei fondi contro il dissesto idrogeologico programmati un anno fa in finanziaria e dice che è ora di aprire il capitolo risorse per dare attuazione di fatto al piano.

Un richiamo forte, come è forte il tono della lettera inviata da Zaia al premier Silvio Berlusconi: "Chiedo al Consiglio dei Ministri un intervento immediato, che riconosca compiutamente la situazione di crisi che si è determinata in Veneto, decidendo uno stanziamente straordinario per aiutare l'economia veneta a risollevarsi". Zaia plaude all'impegno di tutte le forze scese in campo per i soccorsi; ma non basta, come non basteranno - spiega - nemmeno "le ordinarie risorse che, in conseguenza dello stato di emeregenza, il governo stanzierà, come di consueto". A Vicenza, Caldogno, Monteforte D'Alpone, e negli altri oltre cento comuni veneti colpiti, l'opera per tornare alla normalità è in moto. A dare una mano, nella città berica, ci sono anche decine di volontari, di normali cittadini, che hanno accolto l'invito lanciato dal sindaco Achille Variati ad armarsi di stivali e vanghe per rimuovere la coltre di fango lasciata dall'acqua. Nel tardo pomeriggio è stata riaperta la A4 tra Verona e Vicenza e la Regione non è più tagliata in due. Il livello dei fiumi intanto scende ovunque, anche se nel padovano ci sono problemi per alcuni canali. Uno è esondato e ci sono 800 sfollati a Ronchi di Casalserugo. Più a sud, a cavallo tra rodigino ed Emilia Romagna, invece, si guarda con un certo timore alla piena del Po. In un giorno, secondo la Coldiretti, il livello idrometrico è cresciuto di due metri. La protezione civile emiliana, intanto, ha attivato la fase di preallarme per una decina di comuni, tra cui Rovigo e Ferrara. Come da previsioni, il maltempo, intanto, dopo aver lasciato dure ferite al nord - dalla Liguria al Friuli - è andato a colpire dalla serata di ieri le regioni meridionali. A farne le spese soprattutto la viabilità in Calabria, specie nel reggino e vibonese.

La Provincia di Reggio Calabria ha istituito un'unità di crisi per fronteggiare i danni. Problemi anche in Sicilia, con strade e case a Mazzara del Vallo (Trapani) allagate stamani da un nubifragio. In Basilicata una frana ha portato alla sospensione della circolazione ferroviaria tra Ferrandina e Salandra (Matera). (ANSA)

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