Il Sole minaccia reti elettriche e satelliti

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Venerdì, 24 Giugno 2011

 

Dovremo assicurare la nostra tecnologia per difenderla dai danni provocati dal Sole? Nell'ottobre 2003 si scatenò la «tempesta di Halloween» come rimase celebre per i danni provocati a terra e nello spazio dagli effetti di una eruzione solare. I satelliti Gps degradarono i loro segnali causando problemi di rotta a numerosi aerei, in Svezia si verificarono interruzioni di corrente elettrica, 45 satelliti riportarono serie anomalie di funzionamento e un satellite scientifico del valore di 640 milioni di dollari andò perduto. È uno dei tanti casi studiati per arginare un problema destinato a diventare grave se viene ignorato.

LONDRA - I primi a muoversi sono gli inglesi e il governo di Sua Maestà lo ha già ufficialmente definito un «rischio nazionale» organizzando un gruppo di esperti per trovare risposte rapide. La Camera dei Comuni, inoltre, sta per sottoscrivere un piano varato dall'Esa (Space Situation Awareness Programme) finalizzato ai rischi portati da quello che è generalmente noto come «Space Weather», il tempo spaziale, che come il tempo terrestre con le sue piogge e calure è talvolta fonte di disastri. La causa è il fiume di particelle (elettroni e protoni, soprattutto) diffuse nel cosmo dal nostro astro e generate dalle esplosioni che avvengono sulla sua superficie. Le particelle, interagendo con il nostro campo magnetico, scatenano appunto, oltre alle magnifiche aurore boreali, anche pericolose tempeste magnetiche in grado di aggredire apparati terrestri o spaziali. «Gli effetti dannosi si possono registrare anche durante i momenti di bassa attività dell'astro e persino uno o due anni dopo i periodi di maggior virulenza» rileva il professor Richard B. Horne del British Antartic Survey.

VALUTAZIONE - Una valutazione dei danni provocati dalle perturbazioni spaziali emerge da diverse indagini americane. Il National Security Space Architect ritiene che almeno tredici satelliti siano andati perduti nell'arco di sedici anni. Il dipartimento della Difesa stima in circa cento milioni di dollari all'anno le perdite subite. L'amministrazione per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) ha raccolto un data base trentennale dal quale risulta che 259 satelliti hanno sofferto di 5.033 anomalie dovute ai cicli solari undecennali. Altri allarmi arrivano dai Bell Laboratories, Lucent Technologies impegnati in una ricerca specifica.

IMPATTO - «Occorrono iniziative per valutare il reale impatto di questi fenomeni» aggiunge David Wade di Atrium Space Insurance Consortium spiegando che tutto deriva dal fatto che oggi viviamo in un mondo sempre più ricco di tecnologia sofisticata e questo ci rende vulnerabili. A farne le spese ci sono le reti di comunicazioni terrestri e satellitari, la distribuzione elettrica, gli impianti solari, le trasmissioni radio che coinvolgono dai viaggi aerei ai radar. Tutti elementi potenzialmente rischiosi per la nostra sicurezza, oltre alle perdite economiche. «Fino a ieri nei rischi si consideravano i problemi manifestati da satelliti e razzi quando si spedivano in orbita; ma oggi bisogna ampliare lo spettro della valutazione perché con i satelliti si svolgono numerose attività oltre alle telefonate e alla Tv, ad esempio la telemedicina. Inoltre ci sono aspetti naturali come le attività solari e i micrometeoriti o quelli portati dall'uomo, tipo la spazzatura cosmica», commenta Benito Pagnanelli, esperto del settore e organizzatore a Roma della Conferenza internazionale dedicata alle assicurazioni spaziali. «Altre nuove tecnologie saranno introdotte nella nostra vita quotidiana nei prossimi anni», sottolinea David Wade, «ed è opportuno considerare caso per caso al fine di proteggerle così da svolgere il lavoro per cui sono nate senza mettere in crisi utilizzatori e gestori». Si temono infine effetti eccezionali. «Se si verificassero tempeste magnetiche come quella del 1859, ritenuta la più grande mai avvenuta», conclude il professor Horne, « che cosa potrebbe capitare alle nostre tecnologie è difficile immaginarlo». (Giovanni Caprara - corriere.it)

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