Ue: l’impermeabilizzazione del suolo mette a rischio i servizi eco-sistemici

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Lunedì, 23 Maggio 2011

 

«Ogni anno in Europa una superficie equivalente a un'area più estesa di Berlino cede il passo all'espansione urbana e ad infrastrutture di trasporto. Una tendenza insostenibile che rischia di compromettere la disponibilità di terreni fertili e riserve idriche per le generazioni future» A dirlo è il nuovo studio "Overview of best practices for limiting soil sealing or mitigating its effects in EU-27" della Commissione, pubblicato oggi, che raccomanda «Un triplice approccio che mira a limitare l'espansione dell'impermeabilizzazione del suolo, ad attenuarne gli effetti e a compensare perdite sostanziali di suolo intervenendo in altre aree».

Il commissario all'ambiente Janez Potocnik, sottolinea che «Il suolo è una risorsa indispensabile per diversi servizi ecosistemici da cui dipendono tutte le forme di vita sul nostro pianeta. Non possiamo permetterci di continuare a sacrificarne vaste porzioni a vantaggio della cementificazione. Nessuno ci chiede di frenare lo sviluppo economico o l'ottimizzazione delle nostre infrastrutture, ma abbiamo bisogno di un approccio più sostenibile in materia».

Secondo l'Ue «L'impermeabilizzazione compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Senza afflusso ed evaporazione dell'acqua aumentano i deflussi che talvolta possono portare a inondazioni dagli effetti catastrofici. Il paesaggio appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo isolati per ospitare determinate specie e la produzione agricola risulta inesorabilmente compromessa. Il Centro comune di ricerca della Commissione stima che a causa dell'impermeabilizzazione ogni anno si perdano quattro milioni di tonnellate di frumento».

«L'impermeabilizzazione si verifica quando il suolo è coperto da materiali impermeabili come l'asfalto o il cemento - spiega l'Ue - Tra il 1990 e il 2000 nell'Ue sono stati cementificati almeno 275 ettari di terreno al giorno, per un equivalente di 1 000 km2 all'anno. La metà di questa superficie è impermeabilizzata in via definitiva da edifici, strade e parcheggi. Secondo lo studio della Commissione negli ultimi anni si è registrato un rallentamento di questa crescita a 252 ettari al giorno, ma lo sfruttamento del terreno prosegue a ritmi preoccupanti. Tra il 2000 e il 2006 nell'Ue l'aumento medio di aree trasformate è stato pari al 3%, con picchi del 14% in Irlanda e Cipro e del 15% in Spagna».

In un comunicato emesso oggi l'Ue fa alcuni esempi delle regioni europee sono colpite da una crescente impermeabilizzazione del suolo: «Tra cui la metà delle regioni olandesi, otto province italiane (Vercelli, Lodi, Verona, Piacenza, Parma, Campobasso, Matera, Catanzaro), tre dipartimenti francesi (Vendée, Tarn-et-Garonne, Corrèze) la regione di Poznan in Polonia, la Stiria occidentale in Austria, la regione di Põhja-Eesti in Estonia e la regione di Jugovzhodna in Slovenia».

La comunicazione della Commissione sulla strategia tematica per la protezione del suolo ha individuato nel degrado del suolo, compresa l'impermeabilizzazione, «Una seria problematica a livello di Ue». Per proteggere i suoli europei, nel 2006 la Commissione, con il sostegno del Parlamento europeo, ha presentato una proposta di direttiva per l'istituzione di un quadro per la protezione del suolo. «Tuttavia a causa dell'opposizione di alcuni Stati membri la proposta al momento è bloccata in Consiglio»,

Lo studio propone una soluzione articolata su tre livelli: «limitare l'espansione dell'impermeabilizzazione del suolo ottimizzando la pianificazione territoriale o ridefinendo i sussidi che incentivano indirettamente l'impermeabilizzazione; attenuarne le conseguenze laddove l'impermeabilizzazione non può più essere evitata, ad esempio sostituendo l'asfalto o il cemento con superfici permeabili e costruendo "tetti verdi"; Compensare le perdite attuando misure di recupero in altre aree, che possono concretizzarsi sotto forma di corrispettivi economici, come nella Repubblica ceca e in Slovacchia, oppure con una riqualificazione di terreni già impermeabilizzati. A tale proposito sono degne di nota le iniziative realizzate a Dresda e a Vienna».

Le conclusioni dello studio confluiranno in un documento tecnico della Commissione sull'impermeabilizzazione del suolo, in fase di realizzazione con il supporto di esperti nazionali. Il documento, che dovrebbe essere ultimato a inizio 2012, offrirà orientamenti alle autorità nazionali, regionali e locali in materia di migliori pratiche nell'arginamento del fenomeno dell'impermeabilizzazione e nel ridimensionamento dei suoi effetti. (greenreport.it)

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